Amministrazione di sostegno e misure residuali

La nomina dell’amministratore di sostegno: il rigido accertamento dei presupposti e il rispetto della volontà del beneficiario

26 LUGLIO 2024 di Avv. Valentina Alberioli IL CASO. Tizio e Caio chiedevano al Tribunale di Termini Imerese di nominare un amministratore di sostegno (di seguito, “ads”) in favore di Mevia, rilevando che la medesima era affetta da un grave stato di alterazione psicofisica, evidenziato da osmofobia, deliri persecutori e prodigalità, situazione che ne riduceva notevolmente la capacità di gestire autonomamente il patrimonio.

Nomina di A.D.S.: l’audizione personale del beneficiario è fondamentale per tutelarne la dignità

02 MARZO 2023 di avv. Barbara Carnio La madre di una ragazza di circa trent’anni con fragilità psichica ha impugnato il decreto della Corte D’Appello di Potenza confermativo del provvedimento con cui il Giudice Tutelare aveva aperto una procedura di amministrazione di sostegno in favore della figlia, nominando quale ADS una professionista di fiducia del Giudice “qualificata ed esperta della materia”.

Per il Tribunale di Aosta l’istituto dell’interdizione ha ancora possibilità concrete, se pur rare, di applicazione

21 MAGGIO 2021 Il caso. Con ricorso i congiunti di Tizio richiedevano la sua interdizione documentando la sua grave condizione sanitaria, connotata tra l’altro «da Sindrome di Down con oligofrenia di grado medio elevato e grave balbuzie», tanto che lo stesso era stato dichiarato dalla Commissione della Regione Valle d’Aosta invalido al 100 per cento con totale e permanente inabilità lavorativa.

Il consenso a contrarre matrimonio non può essere espresso dall’ADS in rappresentanza o in sostituzione del beneficiario in stato di assoluta incoscienza

09 GIUGNO 2020 IL CASO. Durante l’udienza in cui veniva nominata amministratrice di sostegno del proprio compagno (con il quale era legata da una relazione da oltre dieci anni), l’ADS formulava istanza al Giudice Tutelare del Tribunale di La Spezia affinché le fossero riconosciuti, tra gli altri, anche il potere di richiedere all’ufficiale di stato civile la celebrazione del matrimonio con il beneficiario senza pubblicazione e senza l’assenso al matrimonio da parte del beneficiario ed il potere di rilasciare, all’atto di matrimonio, dichiarazione di volontà di contrarre le nozze in nome e per conto del medesimo, in stato di coma.

L’affiancamento, quale co-amministratore, di un genitore all’altro, già ADS del figlio, garantisce il corretto assetto bigenitoriale nella rappresentanza del figlio e nell’amministrazione dei suoi beni

27 MAGGIO 2020 IL CASO. Con apposita istanza al Giudice Tutelare del Tribunale di Ravenna un padre, amministratore di sostegno del figlio maggiorenne affetto da autismo associato a disabilità cognitiva, chiedeva di essere affiancato nello svolgimento dell’incarico dalla moglie.

Le impugnazioni avverso i provvedimenti del GT in materia di ADS si propongono avanti la Corte d’appello, senza distinzione circa la loro natura decisoria o ordinatoria

30 GENNAIO 2020 IL CASO. Un soggetto, nei confronti del quale il Pubblico Ministero aveva richiesto la nomina di un amministratore di sostegno proponeva reclamo ex art. 720 bis c.p.c. avverso il decreto dell’8/28 febbraio 2017 con il quale Giudice Tutelare del Tribunale di Milano, estinguendo il procedimento intrapreso dal PM, lasciava a definitivo carico del beneficiando le spese della c.

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 774 c.c. : il beneficiario di ADS - salvo espressa limitazione da parte del Giudice Tutelare - conserva la capacità di donare

30 MAGGIO 2019 IL CASO. Con istanza depositata in data 1.12.2017 un amministratore di sostegno, sorella della beneficiaria, chiedeva al Giudice tutelare del Tribunale di Vercelli di essere autorizzata a compiere, in sostituzione della beneficiaria, una donazione di modico valore in occasione delle nozze della figlia, dichiarando di voler “mettere a riserva” il medesimo importo donato nell’interesse dell’altro figlio.

Secondo il GT del Tribunale di Vercelli può disporsi l’inserimento del beneficiario di ADS in una residenza sanitaria assistenziale nonostante il suo dissenso

20 LUGLIO 2018 IL CASO. L’amministratore di sostegno di una signora di 83 anni, con un cospicuo patrimonio, ma in gravissime condizioni di precarietà e fragilità, che viveva in un piccolo appartamento di servizio rispetto alla propria abitazione occupata sine titulo dalla compagna del figlio deceduto, aveva proposto istanza al GT del Tribunale di Vercelli per ottenere il conferimento dei poteri finalizzati all’inserimento della beneficiaria in RSA.

Per la Cassazione al prodigo, anche se non infermo di mente, può essere nominato un amministratore di sostegno, ma per il Tribunale di Modena non è così

09 APRILE 2018 IL CASO.  La Corte d’Appello di Bologna, con sentenza n. 1603/2014, depositata in data 1.7.2014, in riforma della sentenza del Tribunale di Forlì che, su domanda della figlia, aveva dichiarato l’inabilitazione dell’appellante, ritenuti invece sussistenti i presupposti per l’applicazione dell’amministrazione di sostegno, rigettava la domanda e disponeva la trasmissione del procedimento al Giudice Tutelare di Forlì (ex art.

Per la Cassazione non viola il diritto di difesa la nomina del difensore di fiducia effettuata dall’amministratore di sostegno espressamente autorizzato dal Giudice Tutelare

09 FEBBRAIO 2018 IL CASO.  La Corte d’Appello di Trieste, con sentenza depositata in data 1.6.2016, condannava un soggetto beneficiario di amministrazione di sostegno alla pena di quattro anni di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata ai danni di tre minori.
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