Il coniuge cui viene revocata l’assegnazione della casa coniugale ha diritto ad un aumento dell’assegno di mantenimento

03 MAGGIO 2024 di Avv. Valentina Alberioli IL CASO. Nel 2014 veniva dichiarata la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto tra Tizio e Caia nel 1998, dal quale erano nati Mevio e Sempronio. Nel 2019 Tizio instaurava innanzi al Tribunale di Brescia un procedimento per la modifica delle condizioni del divorzio, chiedendo la revoca dell’assegnazione della casa coniugale di sua proprietà a Caia, in quanto entrambi i figli maggiorenni non convivevano più con la madre.

Il Tribunale di Venezia liquida il compenso del curatore speciale a carico del genitore che ha reso necessaria la nomina

03 MAGGIO 2024 di Avv. Barbara Bottecchia IL CASO. Con ricorso, depositato nel gennaio del 2021, Tizio chiedeva la separazione giudiziale dalla moglie con richiesta di addebito alla stessa, affidamento condiviso delle figlie minori con facoltà per i genitori di tenerle con sé secondo i tempi e i modi che il Tribunale riterrà idonei, chiedeva inoltre che la casa familiare fosse divisa in due unità e che la convenuta contribuisse al mantenimento del marito e al 50% delle spese straordinarie per le figlie minorenni.

Va revocato l’assegno di mantenimento alla figlia trentacinquenne, insegnante precaria

03 MAGGIO 2024 di Avv. Maida Milàn Un padre aveva chiesto, a modifica delle condizioni di divorzio, la revoca dell’assegnazione della casa coniugale alla ex moglie e l’eliminazione dell’obbligo di corrispondere un assegno di mantenimento alla figlia della coppia, ormai trentacinquenne, stabilito all'epoca del divorzio in € 520,00 mensili, poi rivalutati in € 628,68.

L’indagine grafologica deve svolgersi sull’originale del testamento olografo

di Avv Alessandra Buzzavo Con l’ordinanza di data 8.2.2024 n. 3603 la Corte di Cassazione è intervenuta in tema di autenticità del testamento olografo, affermando la necessità che l’esame grafologico degli elementi essenziali venga svolto sull’originale della scheda testamentaria e non sulla copia fotostatica della stessa. 03 MAGGIO 2024

L’installazione di una microspia all’interno dell’abitazione, ove l’autore convive con il partner, integra il reato di interferenza illecita nella vita privata

di Avv. Anna Silvia Zanini Con la sentenza n. 12713/2023, la Suprema Corte ha esaminato in quali circostanze di fatto l’installazione di una microspia all’interno dell’abitazione, ove la coppia convive, abbia rilevanza penale, integrando il reato di interferenze illecite nella vita privata ai sensi dell’art. 03 MAGGIO 2024
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