Accesso agli atti

Ma la sentenza è ancora un “atto pubblico”?

24 DICEMBRE 2021 avv. Gaudenzia Brunello dott.ssa Anna Fassa La domanda un po’ provocatoria del titolo nasce dalla vicenda di seguito sintetizzata LA VICENDA Un TM dichiara, nel giugno 2021, lo stato di abbandono di una bimba, già collocata in una famiglia con un provvedimento di “affidamento a rischio giuridico” (cioè con un provvedimento -lo si precisa per i non addetti ai lavori - di “collocamento” di un minore in una famiglia, assunto in vista di un’adozione ma prima che si sia concluso il procedimento volto ad accertare la sussistenza del fondamentale presupposto dell’adozione e cioè lo stato di abbandono).

Accesso agli atti: il Consiglio di Stato rileva un conflitto in seno alle sue Sezioni e rimette la questione all’Adunanza plenaria

02 SETTEMBRE 2020 La quarta sezione del Consiglio di Stato è stata adita dall’Agenzia delle Entrate con ricorso avverso una sentenza del TAR Campania, sede di Napoli, inerente ad una questione che abbiamo già analizzato in questa newsletter: il rapporto fra la procedura di accesso agli atti e ai documenti amministrativi ai sensi della legge 241/1990 e la procedura disciplinata dal combinato disposto fra gli artt.

Il separando ha diritto di accedere alla “documentazione fiscale” del coniuge

27 SETTEMBRE 2018 IL CASO. Tizia, in vista della propria separazione dal marito Caio, aveva presentato all’Agenzia delle Entrate un’istanza ai sensi della legge n. 241/1990, chiedendo l’accesso alla “documentazione fiscale degli anni 2017, 2016 e 2015” del coniuge e motivandola con la “necessità di tutelare i propri interessi – con specifico riguardo al diritto al mantenimento – nei confronti del sig.

Assegno di divorzio: il Giudice di merito deve disporre indagini di polizia tributaria su eventuali redditi non dichiarati qualora le risultanze istruttorie non siano tali da rendere superfluo tale accertamento

04 DICEMBRE 2017 IL CASO. In appello una moglie si era vista dimezzare l’importo dell’assegno divorzile, dai 500 Euro del primo grado ai 250,00 Euro del secondo. Aveva quindi proposto ricorso per cassazione, lamentando come la Corte d’appello, in violazione dell’art.
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