Responsabilità genitoriale e rapporti tra genitori figli

Pendente un procedimento per la dichiarazione di adottabilità, il Tribunale Ordinario adito ex art. 250 c.c. co.4 c.c. non è competente a pronunciarsi sulla sospensione

28 LUGLIO 2020 IL CASO. Un cittadino straniero, che aveva già presentato domanda di riconoscimento dello status di rifugiato e di ricongiungimento familiare, dopo aver appreso della sospensione della madre delle proprie figlie dalla responsabilità genitoriale pronunciata dal Tribunale per i minorenni dell’Umbria, proponeva ricorso avanti il Tribunale di Perugia ai sensi dell’art.

Art. 574 bis c.p.: Illegittimo l’automatismo sanzionatorio della sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale

28 LUGLIO 2020 IL CASO. Il Tribunale di Grosseto condannava ad anni due e mesi uno di reclusione, oltre alla pena accessoria della sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale, una cittadina austriaca che, in più occasioni, aveva sottratto i figli minori al padre, conducendoli all’estero (artt.

L’incapacità di elaborare un progetto di vita “credibile” per i figli e l’incertezza sui tempi di recupero delle capacità genitoriali possono portare alla dichiarazione di adottabilità

16 LUGLIO 2020 IL CASO. La Corte d’appello di L’Aquila, con sentenza n. 3/2019, respingeva gli appelli proposti da due genitori avverso la sentenza che aveva dichiarato lo stato di adottabilità dei loro figli, rilevando la assoluta assenza di progettualità degli stessi, incapaci di far fronte alla “situazione di degrado morale e materiale riscontrata”, nonché il loro rifiuto di avvalersi dell’aiuto di terzi e la mancanza di qualsiasi apporto da parte della nonna materna.

Affidamento e tutela del preminente interesse del minore: due interessanti pronunce

09 GIUGNO 2020 Due recenti pronunce giurisprudenziali, una di merito, resa dal Tribunale di Rimini con la sentenza n. 197 del 4 marzo 2020, ed una della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5604 depositata il 28 febbraio 2020, offrono lo spunto per riflettere, ancora una volta, sulla effettiva valenza del preminente interesse del minore in ordine alla concreta individuazione delle modalità di affidamento.

Prima di recidere ogni legame tra genitore e figlio occorre prendere in considerazione tutti i modelli adottivi, anche quelli che garantiscono la continuità relazionale

03 MARZO 2020 IL CASO. La madre di due minori, migrante e vittima di tratta, con infezione da HIV e con disturbo da stress postraumatico, impugnava avanti la Corte d’appello di Roma la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato lo stato di adottabilità delle figlie contestando la sussistenza dello stato di abbandono e di un pregiudizio per le stesse.

La Suprema Corte conferma la ricorribilità in cassazione dei decreti di sospensione della responsabilità genitoriale

17 FEBBRAIO 2020 IL CASO. Il Tribunale dei Minorenni di Roma, a seguito di ricorso della madre, ai sensi dell’art. 336 c.c.,  disponeva, in via non definitiva, la sospensione dalla responsabilità genitoriale del padre, nei confronti del figlio minore, incaricando i Servizi sociali territorialmente competenti di organizzare le visite padre/figli.

Il Tribunale dei Minorenni di Caltanissetta utilizza l’art. 25 del RD 1404/34 per disporre il monitoraggio di un giovane utilizzatore di wa anche al fine di verificare le capacità educative e di vigilanza della madre

30 GENNAIO 2020 IL CASO. Il Tribunale dei Minorenni di Caltanissetta, a seguito di ricorso del P.M.M., ai sensi dell’art. 25 R.D.L. n.14040/34, apriva una procedura nei confronti di un minore che, in concorso con altri minori, utilizzando la chat istantanea whatsapp, aveva minacciato reiteratamente una sua coetanea con messaggi continui, tanto da generarle uno stato di ansia e di preoccupazione e da indurla di conseguenza a modificare le proprie abitudini di vita, per il fondato timore per l’incolumità propria e dei familiari.

L’ascolto del minore ultradodicenne o infradodicenne capace di discernimento integra un obbligo tendenzialmente inderogabile del giudice (ancor più pregnante in caso di azioni di status)

30 GENNAIO 2020 IL CASO. La Corte d’appello di Torino, adita da un padre che chiedeva la riforma della sentenza di primo che aveva accolto la domanda di disconoscimento di paternità promossa dal curatore speciale del figlio minore, confermava la pronuncia del giudice di prime cure, fondata sulle risultanze di una CTU genetica.

Procreazione senza riconoscimento e (consapevole) disinteresse per il figlio naturale rendono inevitabile l’obbligo di risarcire il danno

30 GENNAIO 2020 La vicenda di cui si è occupata la sentenza n. 687/2019 della Corte d’appello di Bologna è molto simile a tante altre sempre più frequentemente oggetto di decisioni giudiziarie in materia di responsabilità civile del genitore naturale per la lesione del “diritto del figlio alla genitorialità”.

Una sentenza straniera in materia di responsabilità genitoriale pronunciata da un giudice diverso da quello dello Stato di residenza (o dimora) del minore non può essere riconosciuta in Italia se ...

15 GENNAIO 2020 Con la sentenza in commento, la Cassazione ha affrontato il problema del riconoscimento di una sentenza di un tribunale ucraino che aveva disposto il trasferimento di una minore, residente in Italia con il padre fin dalla nascita, presso la madre residente in Ucraina, con obbligo di consegna rivolto al padre.

Il minore va collocato prevalentemente presso il padre, se la madre è troppo permissiva e distante emotivamente

15 GENNAIO 2020 La Cassazione, con ordinanza n. 30191, depositata il 20 novembre 2019, ha rigettato il ricorso di una madre avverso il decreto della Corte d’Appello di L’Aquila – Sezione per i minorenni, con il quale era stata disposta la collocazione prevalente della figlia minore presso il padre, ribadendo il principio di diritto in base al quale “…in tema di affidamento dei figli minori, è orientamento consolidato di questa Corte che il giudizio prognostico che il giudice, nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, deve operare circa la capacità dei genitori di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dalla disgregazione dell'unione, va formulato tenendo conto, in base ad elementi concreti, del modo in cui i genitori hanno precedentemente svolto i loro compiti, delle rispettive capacità di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un assiduo rapporto, nonché della personalità del genitore, delle sue consuetudini di vita e dell’ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al minore … (Cass. n. 18817 del 23/09/2015…”. La Corte d’Appello di L’Aquila, adita in sede di giudizio di rinvio a seguito dell’annullamento di un precedente provvedimento dello stesso ufficio giudiziario, con decreto in data 3 luglio 2018, aveva confermato il decreto del Tribunale dei minorenni di L’Aquila che disponeva il collocamento della figlia minore “in via preferenziale” presso il padre, previo suo affidamento ai Servizi Sociali. Avverso tale pronuncia la madre aveva proponeva ricorso per Cassazione. In particolare, con il primo motivo, la signora censurava il significato attribuito dalla Corte d’Appello alla “nozione di interesse del minore…”, disapplicando, a suo dire, “…il criterio asseritamente enunciato – dalla Cassazione n.d.r. - di privilegiare la collocazione del minore presso la madre …”. Con il secondo motivo la ricorrente deduceva la violazione e falsa applicazione dell’art. 627, 3 comma, c.p.c., affermando che il giudice d’appello non avrebbe potuto esercitare, d’ufficio, poteri istruttori, disponendo la relazione dei Servizi Sociali, ma avrebbe dovuto limitarsi a valutare le risultanze probatorie già agli atti del processo. Quanto al primo motivo di censura, i giudici di legittimità hanno ritenuto che il provvedimento della Corte d’Appello avesse operato una corretta valutazione dell’interesse morale e materiale della minore “…privilegiando quel genitore che appaia il più idoneo a ridurre al massimo i danni derivati dalla disgregazione del nucleo familiare e ad assicurare il migliore sviluppo della personalità del minore…” (Cass. Civ. ordinanza n. 28244/19), non potendo riconoscersi un’automatica priorità di collocamento presso la madre. In tale contesto il padre è apparso il genitore maggiormente in grado di garantire alla figlia minore “…stabilità e di darle quel senso di sicurezza e continuità già fortemente minato dalla conflittualità genitoriale. In particolare sono stati evidenziati come elementi che depongono per la collocazione prevalente presso il padre uno stite educativo più regolativo … (mentre la madre è più permissiva e distante emotivamente) nonché la presenza costante …dei nonni paterni…”. D'altra parte, la valutazione in ordine alla collocazione più idonea per il minore spetta “…al giudice a quo nell’ambito del giudizio di fatto allo stesso riservato, con la conseguenza che le odierne censure della ricorrente si configurano come di mero merito…” e quindi dirette a sollecitare una rivalutazione delle risultanze istruttorie di primo e secondo grado, preclusa al giudice di legittimità. Quanto al secondo motivo di ricorso, la Cassazione ha ribadito che i provvedimenti in materia di affidamento dei minori debbono intendersi rebus sic stantibus data "la rapida evoluzione delle dinamiche familiari …correttamente quindi la Corte d’Appello … ha chiesto, in sede di giudizio di rinvio, un aggiornamento della situazione ai servizi sociali, tenuto conto, del resto, che il provvedimento del giudice di primo grado che doveva essere esaminato era stato emesso ben due anni prima…”. La Cassazione ha, quindi, rigettato il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese di lite.  

Dichiarazione di adottabilità: il giudice deve verificare l’effettiva ed attuale possibilità di recupero delle capacità e competenze genitoriali in base ad un giudizio prognostico

15 NOVEMBRE 2019 IL CASO. Con sentenza del 6.6.2014, la Corte d’appello di Brescia confermava la sentenza del Tribunale per i minorenni con la quale era stato dichiarato lo stato di adottabilità di un minore, stante l’accertata e comprovata incapacità genitoriale di entrambi i genitori, a causa, tra l’altro, dell’abuso di sostanze stupefacenti e alcool.

Il Giudice non può prescindere dall’osservazione e dall’ascolto del minore anche quando è chiamato a valutare la miglior scelta per la sua educazione religiosa

23 SETTEMBRE 2019 IL CASO. Nel 2014 il Tribunale di Como, nel pronunciare la separazione giudiziale tra E.L. e V.M., affidava un minore ad entrambi i genitori, lo collocava presso la madre, ma precisava che, stante il contrasto tra i genitori in materia religiosa (padre cattolico e madre testimone di Geova), spettava al giudicante la decisione ex art.

Continuare a frequentare la scuola privata, anziché trasferirsi in quella pubblica, è “preminente interesse del minore”

23 SETTEMBRE 2019 IL CASO. Con ricorso ex art. 316 – 337 bis e ter c.c. la madre di due minori adiva, in via d’urgenza, il Tribunale di Treviso per essere autorizzata in via esclusiva, senza l’assenso del padre, ad iscrivere le figlie presso il medesimo istituto scolastico privato che queste già avevano frequentato nel precedente anno scolastico.

La sanzione amministrativa di cui all’art. 709 ter c.p.c. è lo strumento con il quale il Giudice può reprimere i comportamenti ostruzionistici del genitore che ledono il diritto del figlio alla “bigenitorialità”

30 LUGLIO 2019 Con l’ordinanza n. 13400/2019 del 17 maggio 2019, la Prima Sezione della Cassazione Civile ha respinto il ricorso di una madre avverso la decisione della Corte d’appello di Torino che, in parziale accoglimento dell’appello proposto dal marito separato, l’aveva condannata (ex art.

Non basta il legame affettivo col padre per escludere l’adottabilità, ma occorre accertare la sua capacità di accudimento

25 LUGLIO 2019 IL CASO. Il Tribunale dei Minorenni di Torino aveva dichiarato lo stato di adottabilità di un minore, il cui padre aveva commesso una serie di reati. La Corte d’appello di Torino, su ricorso del padre, riformava la sentenza del TM, revocando la dichiarazione di adottabilità del figlio minore e disponendo la permanenza del minore presso la famiglia affidataria per un tempo sufficiente a consentire il graduale ricostituirsi del rapporto padre/figlio, dando incarico ai Servizi sociali territoriali di garantire la ripresa dei rapporti anche con altre figure parentali.

Anche la privazione affettiva ed educativa può integrare lo “stato di abbandono” ai fini della dichiarazione di adottabilità

17 LUGLIO 2019 IL CASO. La madre di una minore proponeva appello avverso la sentenza del Tribunale per i Minorenni di Messina con la quale era stato dichiarato lo stato di adottabilità della figlia. Secondo il TM, infatti, i genitori (l’una con psicopatologie e l’altro con dipendenze da alcool) non si erano dimostrati disponibili ad affrontare le proprie problematiche personali e sanitarie, manifestando in tal modo “la propria inadeguatezza al recupero della propria capacità genitoriale in tempi compatibili con il diritto della minore G.

La prova del danno è indispensabile per il risarcimento del pregiudizio da responsabilità genitoriale

17 LUGLIO 2019 Con l’ordinanza n. 17164/2019 la Prima Sezione civile della Cassazione è tornata ad occuparsi del danno da responsabilità genitoriale. Si trattava del caso di un giovane che lamentava un “danno esistenziale in ragione della mancata presenza della figura paterna nella propria vita” e che si era visto accogliere la propria domanda di risarcimento dal Tribunale di Firenze, con una sentenza che era stata però riformata dalla Corte d’appello, che l’aveva invece rigettata, ritenendo insussistente la prova del pregiudizio esistenziale lamentato.

CTU “trasformativa”, “pedagogista di prossimità” e coordinazione genitoriale in un’ordinanza del Tribunale di Roma

13 GIUGNO 2019 L’alta conflittualità nella crisi della coppia genitoriale è una delle prime cause di abuso sull’infanzia nel nostro paese. Gli effetti che ricadono sui minori sono ben più gravi di quanto il semplice buon senso possa far immaginare; la ricerca scientifica ha messo in evidenza, di recente, la correlazione tra le cosiddette childood adversity e squilibri organici, come il cronico innalzamento dei livelli di cortisolo, e persino modificazioni cromosomiche.

Responsabilità civile genitoriale: il genitore “assente” dalla vita del figlio non può invocare a sua discolpa il fatto che (anche) l’altro genitore non abbia adempiuto ai propri doveri

13 GIUGNO 2019 La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 14382/2019, pubblicata il 27.5.2019, ha rigettato il ricorso di un genitore che era stato condannato dal Tribunale di Messina, con sentenza confermata della Corte d’appello messinese, a risarcire la figlia per i danni patrimoniali e non patrimoniali “derivanti dalla assunta violazione… dei suoi obblighi” genitoriali e, in particolare, di quello “di mantenere, istruire ed educare la prole”.

Decade dalla responsabilità genitoriale il padre che non accetta di incontrare la figlia alla presenza di terzi

13 GIUGNO 2019 IL CASO. Il Tribunale per i Minorenni delle Marche aveva dichiarato Tizio decaduto dalla responsabilità genitoriale nei confronti della figlia Caia, dopo aver accertato il suo “disinteresse nei confronti della figlia, tradottosi nell’interruzione di ogni rapporto con la stessa per la ragione espressa di non voler sottostare alla regolamentazione limitativa degli incontri disposta dall’A.

Il genitore detenuto e condannato alla pena accessoria della sospensione dalla responsabilità genitoriale non può essere dichiarato decaduto ex art. 330 c.c.

30 MAGGIO 2019 IL CASO. Avanti il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta veniva aperto procedimento ex art. 330 c.c. nei confronti di un padre condannato alla pena accessoria della sospensione dalla responsabilità genitoriale per reati non commessi in danno dei figli minori o con abuso della responsabilità genitoriale.

Non può pronunciarsi la decadenza dalla responsabilità genitoriale nonostante le risultanze della CTU (favorevoli al genitore) e senza motivare adeguatamente in ordine all’interesse del minore

16 MAGGIO 2019 IL CASO. La Corte d’appello di Bologna, con decreto del 12.4.2018, confermava il provvedimento di decadenza dalla responsabilità genitoriale della madre di una bambina pronunciato dal Tribunale per i minorenni di Bologna sulla base delle risultanze della CTU e dell’accertato disturbo psicologico della madre.

La Cassazione ribadisce l’imprescindibilità dell’ascolto del minore nei procedimenti che lo riguardano e la conseguente obbligatorietà, per il Giudice, di motivare le ragioni del mancato ascolto

02 MAGGIO 2019 IL CASO. Il Tribunale di Vicenza, adito da una madre con ricorso ex art. 337 bis c.c, in parziale accoglimento disponeva l’affidamento condiviso dei due figli minori, con collocamento prevalente presso la madre e regolamentazione del diritto di visita in favore del padre, nonché a carico di quest’ultimo un contributo al mantenimento di 150 euro per ciascun figlio; veniva altresì accolta l’istanza di iscrizione del figlio più piccolo alla scuola media del comune dell’attuale residenza avanzata dalla madre.

Nella separazione con minori la nomina di un curatore speciale non è automatica ma dev'essere oggetto di valutazione

04 APRILE 2019 IL CASO. In un procedimento di limitazione/ablazione della responsabilità genitoriale, il Tribunale per i minorenni di Torino, nominato un Curatore speciale dei minori coinvolti, disposta la collocazione dei minori stessi in una comunità socioeducativa insieme alla madre, dichiarava la propria incompetenza a favore del Tribunale ordinario di Torino in ragione della pendenza di procedimento di separazione giudiziale tra i genitori.

Per il Tribunale di Bologna l’affidamento del minore ai Servizi Sociali è da preferirsi alla nomina di un coordinatore genitoriale

07 MARZO 2019 IL CASO. Dalla relazione tra Tizio e Caia era nato Tizietto, che era stato riconosciuto da entrambi i genitori. A seguito della cessazione della convivenza, Caia aveva proposto ricorso al Tribunale di Bologna, chiedendo l’affidamento condiviso del figlio minore, con “collocazione presso la madre”, ed un contributo al mantenimento da parte del padre nella misura di euro 600,00 mensili, oltre al 70% delle spese straordinarie.

Il principio di bigenitorialità non si traduce automaticamente in tempi paritetici

19 FEBBRAIO 2019 È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 31902/2018. IL CASO.  La Corte d’Appello di Roma, in una controversia relativa all’esercizio della genitorialità ed al regime di frequentazione di una minore, accertava l’esistenza di una grave conflittualità e competitività fra i genitori tale da generare una paralisi decisionale anche su scelte importanti, quali quelle relative alla salute ed al percorso scolastico della minore.

Per i procedimenti ex art 337 bis e segg. cc è competente il giudice del luogo di residenza abituale del figlio minore

21 NOVEMBRE 2018 Due ordinanze del Tribunale di Mantova, in data 10.5.2018, e del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 27.9.2018, chiariscono che nei procedimenti di affidamento e mantenimento di un figlio minore nato da genitori non coniugati la competenza per territorio spetta al giudice del luogo di abituale residenza del minore.

La Corte d’Appello di Venezia muta il “collocamento” di una figlia subordinandolo al trasferimento di residenza del padre (a cura e spese della madre)

06 NOVEMBRE 2018 Nell’ambito di un procedimento di affidamento della figlia ai sensi dell’art. 337 bis c.c. e ss, la Corte d’Appello di Venezia con un provvedimento del 28.7.2018, a modifica di un decreto del Tribunale per i Minorenni, che aveva affidato la figlia in via condivisa ai genitori con collocamento presso il padre nella località di residenza di quest’ultimo, ha disposto il trasferimento della figlia presso la madre in un’altra località distante 90 km dalla prima “solo dopo che quest’ultima abbia stipulato un contratto di locazione di appartamento nel medesimo comune che il padre potrà e dovrà occupare nei periodi in cui starà con la figlia”.

Per il Tribunale di Mantova il genitore inadempiente non può essere sanzionato ex art. 614-bis c.p.c. (ma solo ex art. 709-ter c.p.c.)

14 OTTOBRE 2018 IL CASO. Tizia aveva adito il Tribunale di Mantova, chiedendo la modifica delle condizioni di divorzio. In particolare, aveva chiesto che, “previa istruttoria, volta a valutare le capacità genitoriali per accertare le ragioni del rifiuto di [Tizietta]” nei confronti del padre, fossero stabilite “le frequentazioni delle figlie con il padre nel rispetto della volontà delle minori stesse e nel loro esclusivo interesse”.

Se i genitori vivono in continenti diversi la responsabilità genitoriale può essere esercitata per delega

10 MAGGIO 2018 Con provvedimento in data 29 gennaio 2018, la Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo avverso il decreto del Tribunale di Verona, pronunciato a seguito di ricorso ex art. 337 ter c.c., che aveva regolamentato i “rapporti genitoriali ed economici in favore dei minori” nei confronti di due genitori residenti in continenti diversi: la madre in Italia con i figli, il padre in Cina.

Il riconoscimento giudiziale può essere negato solo in caso di comprovato, gravissimo danno per il figlio

10 MAGGIO 2018 IL CASO. Il Signor X ricorreva, ex art. 250 c.c., al Tribunale di Bologna, per ottenere il riconoscimento della figlia nata fuori del matrimonio ed i conseguenti provvedimenti. Si costituiva in giudizio la madre, nulla opponendo al richiesto riconoscimento, addebitando tuttavia al ricorrente un disinteresse verso la minore, nonché la mancata contribuzione al suo mantenimento.

La residenza abituale dei minori, da valutare ai fini della giurisdizione, è un quid facti che dipende anche da indici di natura proiettiva e non muta in caso di temporaneo soggiorno in un altro Paese

20 APRILE 2018 La sentenza della Corte di Cassazione 19-XII-/30-III-2018 si sofferma sull’interpretazione del concetto di residenza abituale che il Reg. CE 2201/2003 (Bruxelles II bis) utilizza come principale criterio di giurisdizione per le cause di affidamento di minori.

Per il Tribunale di Modena il vantaggio dei vaccini consiste nella protezione dalla malattia e dalle sue conseguenze

22 FEBBRAIO 2018 Con provvedimento del 19.12.2017, il Tribunale di Modena ha accolto la richiesta del padre di sottoporre la figlia alle vaccinazioni previste dal piano vaccinale della Regione Emilia Romagna nonostante il dissenso della madre, dopo aver demandato la questione ad una CTU ed aderendo in toto alle conclusioni del Consulente.
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