Siamo alla riforma della Riforma?

21 FEBBRAIO 2024 | Persone e processo

La Riforma Cartabia pare destinata a concludere non troppo serenamente il suo primo anno di vita: la parte preponderante del d.lgs 149/2023 è entrata in vigore il 1° marzo scorso, come tutti ricordiamo, ma la normativa si appresta ad essere a breve modificata anche in molte disposizioni che riguardano, specificamente, le controversie di famiglia.

Quello allegato è, infatti il “progetto di riforma della riforma” che, inviato in questi giorni alle due Camere per il relativo parere, dovrebbe essere approvato a marzo prossimo.

Normalmente non pubblichiamo e non commentiamo “progetti” di provvedimenti.

Abbiamo tuttavia ritenuto di dover fare eccezione e dare sollecita diffusione del provvedimento sottoposto alle Camere, accompagnandolo con le tavole sinottiche elaborate e cortesemente messe a disposizione dal dott. Alberto Barbazza¸ che confrontano il d.lgs 149 con il testo modificato.

Come ben evidenziano queste tavole sinottiche, il progetto di riforma opportunamente corregge alcuni refusi del testo precedente, chiarisce dubbi che avevano già fatto scorrere parecchio inchiostro. Ma introduce anche delle modifiche che non sono volte né a correggere, né a chiarire e che ridisegnano aspetti importanti della riforma prevedendo tra l’altro che le norme disciplinino i procedimenti introdotti dopo il 28/2/2023.

Di certo non ci potrà essere un’applicazione retroattiva, ma il solo fatto che possano entrare in vigore norme riguardanti procedimenti già pendenti ci induce a temere che qualche problema di coordinamento possa nascere.

Meglio allora, forse, tener conto da subito ad esempio delle “modifiche” riguardanti appelli, reclami, ordini di protezione, documenti da produrre in caso di ricorso congiunto; dei “chiarimenti” riguardanti il rito applicabile per i procedimenti di risarcimento endofamiliare, lo scioglimento della comunione legale, la dichiarazione di adottabilità. O nel dubbio… aspettare marzo e vedere che ne sarà di questo progetto.

Gaudenzia Brunello, presidente APF

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