Nuove regole per semplificare e governare la complessità: ma la “rivoluzione” dovrà essere culturale

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è”. (Marcel Proust)

La scelta di dedicare un numero speciale alla disabilità è l’esito di un’approfondita riflessione, non solo giuridica.

Il nostro ordinamento sarà presto profondamente innovato con l’introduzione di principi, regole e procedimenti caratterizzati da una marcata discontinuità rispetto al passato, secondo l’approccio “rivoluzionario” segnato dalla Convenzione Onu per la protezione e l’inclusione delle persone con disabilità. Il tutto sarà accompagnato da riforme strutturali dei servizi sanitari e socio sanitari, finanziate dal PNRR.

Questa fase costituente richiede di essere conosciuta e metabolizzata anche dagli operatori giuridici, ma ancor prima consapevolizzata sul piano culturale.

Protezione ed integrazione, inclusività e partecipazione: queste le rotte che dovrà perseguire il Governo nella predisposizione dei decreti delegati in attuazione della legge delega n. 227/2021. 

La prima difficoltà che abbiamo incontrato è stata culturale e linguistica: invalidi, handicappati, paraplegici, autistici sono termini stigmatizzanti, che deumanizzano riducendo la persona alla sua particolare condizione di vita: è oggi indispensabile riconoscere un linguaggio che descriva la condizione umana, nelle sue molteplici declinazioni, come condizione naturale.

Le persone con disabilità non hanno bisogno di un diritto a parte. Hanno bisogno di normalità e, quindi, di un ordinamento che pensi ab origine le norme in senso inclusivo, rendendo i diritti praticabili ed accessibili a tutte le persone, in qualsiasi situazione si trovino.

Protezione, inclusione, integrazione, semplificazione delle procedure, diritto ad un progetto di vita personalizzato per scegliere come, dove e con chi vivere, dove andare in vacanza, gli studi, la professione, il lavoro; un progetto di vita che garantisca il rispetto della dignità personale, dei desideri, delle passioni, della fiducia. Fiducia e felicità vanno insieme, perché dare fiducia è un atto felice. Garantire questa fiducia nel tempo è compito di tutta la Comunità.

Questa è la Comunità che vorremo essere. E questo è il nostro contributo, consapevoli (con Proust) che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

 

Un sincero ringraziamento a tutti i professionisti che con passione si sono dedicati a questo numero speciale.

In ordine alfabetico:

Cristina Arata,   avvocato in Castelfranco Veneto
Barbara Bottecchia,   avvocato in Venezia
Barbara Carnio,   avvocato in Castelfranco Veneto
Giulio Rufo Clerici,   avvocato in Castelfranco Veneto
Alessandra Cocchi,   avvocato in Milano
Chiara Curculescu,   avvocato in Venezia
Rebecca Gelli,   avvocato in Treviso
Anna Maria Repice,   avvocato in Chiaravalle
Simone Visentin,

  Docente di ‘Didattica e Pedagogia Speciale’ presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia,

  Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA), dell’Università di Padova

 

 

 

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